L’esclusione economica dei portatori di handicap

Quando si pensa a persone affette da disabilità, si immagina sempre che in qualche modo lo Stato faccia il suo dovere, aiutando – non solo psicologicamente, ma anche e soprattutto economicamente – le famiglie che purtroppo si ritrovano in questa situazione. Evidentemente è pura utopia anche perché, almeno in Italia, queste forme di assistenza non sono poi così capillari come dovrebbero essere in _84610477_petermitchellpresenterofdisabledinaninstantrealtà.

Ci sono diverse leggi che nella teoria aiutano queste persone e le rispettive famiglie, ma la burocrazia rallenta sempre i processi.

È bene sapere che:

  • Le persone che più possono aiutare i disabili sono i parenti, perché sono i migliori osservatori e conoscitori dei comportamenti e dei bisogni reali dei propri figli, fratelli, genitori;
  • È necessario tenere sempre sotto controllo la qualità dei servizi erogati dalle cooperative;
  • Una famiglia presente e consapevole, è fondamentale per garantire una migliore integrazione scolastica e sociale del proprio parente disabile;
  • Un supporto economico da parte delle istituzioni è un diritto delle famiglie dei disabili e dei disabili stessi, perché li aiuta a risolvere problemi, a indirizzarli e a sostenerli per quello che riguarda logistica, autonomia di movimento e servizi essenziali.
  • In ultimo, ma non per importanza, è essenziale che esista un contributo anche per quel che riguarda il sostegno psicologico delle famiglie con parenti affetti da disabilità.

Ci sono casi in cui si concede assistenza legale gratuita alle famiglie principalmente se dovessero essere necessari degli interventi nei confronti degli amministratori, siano essi comunali, regionali o a livello statale (come per esempio nella mancata erogazione di pensioni di invalidità).

Un altro problema grave è quello della ricerca lavorativa da parte dei disabili. Nonostante alcune leggi impongano un impiego nelle aziende per chi è più sfortunato, purtroppo lo Stato non è davvero presente anche su questo fronte, in quanto molte imprese – spesso e volentieri – hanno chiuso la porta in faccia a coloro che cercavano un lavoro come chiunque altro.